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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 2020 CITTA' DI SIROLO

PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 2020 CITTA’ DI SIROLO
NOMINATION
 
 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
Cat. Teatro e Cabaret    Sez. Grandi Interpreti
Motivazione:
PREMIO ALLA CARRIERA
 A
ROBERTO BRIVIO
Motivazione:
“ Roberto Brivio Milanese del ‘38, una lunga carriera che inizia come maschera di Meneghino, interprete di operette, mente creatrice dei
“ Gufi ”, con Nanni Svampa, Lino Patruno e Gianni Magni, che ricordiamo con grande affetto e stima. In cinque anni intensissimi e prodigiosi Brivio e i suoi compagni ci hanno regalato spettacoli memorabili di cabaret, satira e impegno civile e dodici Lp, oramai nella storia della cultura e della canzone italiana . Brivio ha poi continuato la sua vena artistica insegnando, scrivendo, dirigendo spettacoli e ancora oggi ci regala momenti colti e raffinati con il suo modo unico di fare spettacolo. ”
 
 
 
 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
Premio Nazionale per la Drammaturgia
con la raccolta “ Il Teatro di D. Bulgarelli” editore Stem Mucchi di Modena
A
DAVIDE BULGARELLI
Motivazione:
Il teatro, il suo esistere, la sua affermazione tangibile e concreta trova il suo momento più alto quando la parte drammaturgica, la parola scritta e la storia narrata, assumono la loro forma definitiva, passando da uno stato aeriforme ad uno stato solido concreto, attraverso la prova attoriale o interpretativa che ci consegna il rituale, l’archetipo da cui tutto nasce e si dipana, la magia unica ed irripetibile del momento teatrale. Il teatro è la parola interpretata, il teatro è la parola ricodificata, oggi più che mai la comunicazione teatrale ha bisogno di ricodifiche, di password, di accessi multipli che ci consentano una visione totale e non periferica o parziale dell’evento teatrale. Davide Bulgarelli nella sua drammaturgia tiene conto di questo consegnandoci un linguaggio che non può fare a meno dell’attore in quanto strumento comunicativo ed emozionale, l’arte dello scrivere si sposa con l’arte dell’interpretare, solo riconsegnando la parola al palcoscenico potremmo ridare dignità e significato all’evento teatrale. Bulgarelli nella sua scrittura tiene conto della lezione del passato, mette come un bravo speziale, tutti i giusti ingredienti che servono all’attore per trasmettere la storia e il suo contenuto, un contenuto nuovo per un contenitore nuovo che ha bisogno di affermare il suo diritto alla comunicazione. Bulgarelli nel suo teatro drammatico coniuga in maniera perfetta drammaturgia e azione drammaturgica, parola e espressione della parola scritta, impegno civile e ricerca interpretativa. Bulgarelli è un fine cesellatore, uno scultore della parola, di fronte alla storia da raccontare si comporta come un sapiente artigiano, elimina la superficie superflua per giungere al cuore del racconto, rivolto sempre alla ricerca di un nuovo messaggio teatrale. "
 
                                                                        
 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2018 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro Contemporaneo di impegno sociale e civile Sez. Miglior Attore
per lo spett . ” I Fuoriusciti ” di Giovanni Grasso
A
LUIGI DIBERTI
Motivazione:
La storia immaginaria, ambientata a Brooklyn, di un confronto tra due grandi italiani “Fuoriusciti”, così Mussolini etichettava gli autoesuli. Giovanni Grasso, attraverso le lettere e gli scritti dei due personaggi, mette in luce due forti e diverse personalità, con due modi culturalmente opposti di intendere la politica e la società, ma con due modi molto simili di concepire il senso e il valore della libertà. Cattolico e credente uno, socialista e anticlericale l’altro, distanti ma vicini nel rispetto e nei valori,  liberi nel pensiero e nelle idee. Maccarinelli ci restituisce, con una regia atemporale e filantropica, attraverso l’interpretazione di due grandi attori; Antonello Fassari, nel ruolo di Don Sturzo, e Luigi Diberti in quello di Gaetano Salvemini, uno spaccato di vita e di pensiero politico sani che ci riconduce inevitabilmente al contraddittorio comportamento dei nostri giorni, alle intolleranze, alle incomprensioni della politica malata e superficiale che ricadono inevitabilmente sui comportamenti di una società confusa e senza certezze.”
 
 
 
 
                                                                                                 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro Contemporaneo di impegno sociale e civile Sez. Miglior Attore
per lo spett. . ” I Fuoriusciti ” di Giovanni Grasso
A
ANTONELLO FASSARI
Motivazione:
La storia immaginaria, ambientata a Brooklyn, di un confronto tra due grandi italiani “Fuoriusciti”, così Mussolini etichettava gli autoesuli. Giovanni Grasso, attraverso le lettere e gli scritti dei due personaggi, mette in luce due forti e diverse personalità, con due modi culturalmente opposti di intendere la politica e la società, ma con due modi molto simili di concepire il senso e il valore della libertà. Cattolico e credente uno, socialista e anticlericale l’altro, distanti ma vicini nel rispetto e nei valori,  liberi nel pensiero e nelle idee. Maccarinelli ci restituisce, con una regia atemporale e filantropica, attraverso l’interpretazione di due grandi attori; Antonello Fassari, nel ruolo di Don Sturzo, e Luigi Diberti in quello di Gaetano Salvemini, uno spaccato di vita e di pensiero politico sani che ci riconduce inevitabilmente al contraddittorio comportamento dei nostri giorni, alle intolleranze, alle incomprensioni della politica malata e superficiale che ricadono inevitabilmente sui comportamenti di una società confusa e senza certezze.”
 
 
 
                                                                                                     
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro Contemporaneo di impegno sociale e civile Sez. Miglior Regia
per lo spett. ” I Fuoriusciti ” di Giovanni Grasso
A
PIERO MACCARINELLI
Motivazione:
La storia immaginaria, ambientata a Brooklyn, di un confronto tra due grandi italiani “Fuoriusciti”, così Mussolini etichettava gli autoesuli. Giovanni Grasso, attraverso le lettere e gli scritti dei due personaggi, mette in luce due forti e diverse personalità, con due modi culturalmente opposti di intendere la politica e la società, ma con due modi molto simili di concepire il senso e il valore della libertà. Cattolico e credente uno, socialista e anticlericale l’altro, distanti ma vicini nel rispetto e nei valori,  liberi nel pensiero e nelle idee. Maccarinelli ci restituisce, con una regia atemporale e filantropica, attraverso l’interpretazione di due grandi attori; Antonello Fassari, nel ruolo di Don Sturzo, e Luigi Diberti in quello di Gaetano Salvemini, uno spaccato di vita e di pensiero politico sani che ci riconduce inevitabilmente al contraddittorio comportamento dei nostri giorni, alle intolleranze, alle incomprensioni della politica malata e superficiale che ricadono inevitabilmente sui comportamenti di una società confusa e senza certezze.”
 
                                                                                          
                                                                                   
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro di Prosa Classico e Contemporaneo Sez. Miglior Regia
per lo spett. ” Antigone ” di Sofocle
A
LAURA SICIGNANO
Motivazione:
Laura Sicignano in questa “Antigone “ di Sofocle, fonde prologo e parodo, episodi, stasimi e esodo in una rappresentazione di grande effetto e impatto scenico, le musiche dal vivo sono molto coinvolgenti, si fondono all’unisono con il ritmo della successione scenica e rapiscono l’attimo. Ma è soprattutto l'interpretazione a rendere questa Antigone molto accattivante: non è una rappresentazione accademica e di maniera, ma una prova d’attore maiuscola che svela una recitazione moderna e rivelatrice. La distribuzione degli attori ben equilibrata dalla regista non da spazio a personalismi e quello che colpisce è l’unità interpretativa e la grande complicità dimostrata da tutti gli attori, particolare che ci rimanda alla lezione di Enriquez .”
 
                                                                                                  
 
 
 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro Contemporaneo di impegno sociale e civile Sez. Grandi Registi
A
GIANCARLO SEPE
Motivazione:
Dalle semisconosciute "cantine" romane ai palcoscenici dei teatri più importanti, senza mai abbandonare la sua "creatura", La Comunità, il laboratorio teatrale creato a Trastevere nel 1972, in un viaggio che dagli anni '60 continua sempre nel segno del teatro. Giancarlo Sepe da sempre impegnato nel lavoro attento sui testi e sulla parola, Sepe ha attraversato le varie fasi del teatro italiano mantenendo intatta la sua cifra stilistica e la sua identità, proponendo al pubblico creazioni visionarie e immaginifiche in spettacoli in cui il copione non è prestabilito ma in divenire, e si definisce nel corso delle prove, in una continua corrispondenza di sguardi, emozioni e scambi tra il regista e gli attori. Sepe è uno dei più interessanti e poliedrici registi del teatro italiano, la sua unicità è tutta nel suo modo di lavorare, un'attenzione costante alla qualità, alla creatività e tutto con un’amore totale per questo mestiere, il mestiere del teatro. ”
 
 
 
 
 
 
 CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro di Narrazione e Nuovi Linguaggi Sez. Miglior drammaturgia e interpretazione
A
GIORGIO FELICETTI
Motivazione:
La terra tremano”, di e con Giorgio Felicetti è una vibrazione narrativa lungo l’Appennino attraverso cinquant’anni di sismi, dal 1968 a oggi.. Un’inchiesta che ha il sapore del reportage giornalistico e della denuncia politica. A parte l’inchiesta, ciò che colpisce in questo monologo schietto è la costruzione drammaturgica intrisa di venature poetiche, a tratti ironiche, che non scadono mai nella comicità sfacciata e fuoriluogo. “La terra tremano”, titolo e poetica ispirati a Luchino Visconti, è un affresco corale sfaccettato. È un tema teatrale sospeso, intimo che parla di sfruttati, sfruttatori e stolti. Il modello documentaristico trova in questo racconto dalle tinte forti un mezzo espressivo avvincente e tagliente . Ben scritto il testo e ben interpretato da un bravissimo Felicetti, capace di  giostrare tra i diversi accenti d’Italia senza scadere nella farsa. A coniare un codice multiplo e unitario di denuncia per esprimere dolore, ribellione e speranza. ”
 
 
                                                                                                   
 
 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro Contemporaneo di impegno sociale e civile Sez. Miglior Regia
per lo spettacolo “ Moby Dick- Come il mare io ti parlo ” dal romanzo di Hermann Melville
A
CLAUDIO DI SCANNO
Motivazione:
Claudio Di Scanno, ci ha abituato a originali sintesi drammaturgiche, percorrendo sempre proprio itinerari narrativi, per il suo Moby Dick ha scelto il titolo di un carteggio amoroso tra D’Annunzio e la Duse, senza tralasciare alcunché della complessità del romanzo e affidando all’attrice iconica del Drammateatro, Susanna Costaglione, il compito di incarnare, mirabilmente, allo stesso tempo il narratore, Ismaele, unico sopravvissuto alla distruzione del Pequod, e le intenzioni letterarie di Melville, del quale da un certo punto in poi assume esplicitamente il ruolo, instaurando un serrato dialogo critico con il protagonista del racconto, il capitano Achab, interpretato da un magistrale Germano D’aurelio in arte “Nduccio” di cui scandaglia l’animo confutandone le tenaci certezze.Una messinscena coinvolgente, onirica ed energica allo stesso tempo, in scena una “ciurma” di giovani attori ben orchestrati e valorizzati. Di Scanno affida le funzioni del coro, a commento cioè delle azioni di Achab o anticipandole, coralmente, come nella tragedia attica, ma si riconoscono nello spettacolo anche alcune citazioni shakespeariane.  Agli attori affida anche il compito di costruire con i loro corpi e gesti le scenografie, così che nella vuota oscurità del palcoscenico essi efficacemente evochino ora il moto delle onde illuminate dalla luna, ora il mare in tempesta e il violento beccheggiare della baleniera all’inquietante suono della campana,  ora il soffio dei capodogli  e l’approssimarsi minaccioso di Moby Dick. Un susseguirsi di palpitanti e concitati momenti che conducono Achab, spinto dallo stesso Melville,  incontro al suo destino inesorabile e ad abbracciare docilmente quella bianca forma di sposa che irresistibilmente lo attira a sé, mentre il buio si accende di luce metafisica e di surreale armonia. Uno spettacolo che toglie il fiato e fa gridare al miracolo registico per ritmo e qualità del racconto drammaturgico”.
 
                                                                                                    
 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro di Impegno sociale e civile e Nuovi linguaggi Sez. Drammaturghi e Registi
A
HORACIO CZERTOK
Motivazione:
Horacio Czertok ci fa immergere nella sua filosofia e nella sua visione del momento teatrale, alla separazione del teatro dallo spettacolo. Lo Spettacolo è qualcosa che si va a vedere, a sentire. Teatro è partecipazione. Per Czertok il teatro è un incontro. Una celebrazione del tempo presente, dell’ora e dell’adesso. Incontro implica comunicazione, parola che significa “mettere in comune”.
“ Spesso si confonde comunicazione con informazione: l’informazione ha un unica direzione, ed è diretta. All’informante non interessa il feedback dell’informato. L’informato non modifica il messaggio, né l’informante” .
Nella comunicazione, invece, attore e spettatore scambiano segnali di vario tipo, ed è questo scambio l’essenza e il senso del fatto teatrale. L’attore lavora su di sé per conoscere i propri automatismi, il funzionamento del suo sistema emozionale, della memoria emotiva, della creazione di una gestualità coerente col personaggio. Nel metodo di Czertok, di derivazione stanislavskjana, il personaggio è un altro da te, con una propria biografia, un proprio inconscio in grado di manifestare una propria gestualità. Il teatro di Czertok  è una drammaturgia in itinere, in un continuo divenire, un vortice di vita che coinvolge e sconvolge”.
 
 
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro d’Opera e di Prosa Sez. Grandi Registi
A
MICHELE MIRABELLA
Motivazione:
Michele Mirabella, debutta in teatro nel CUT/Bari (Centro Universitario Teatrale) entra nel mondo artistico professionale con la Compagnia “Teatro Insieme” e poi nel 1971 come assistente di Franco Enriquez  per il Macbeth di Shakespeare. L’esperienza con Enriquez ha segnato la sua carriera di regista, da lui ha preso il meglio, quel modo profondo di creare compagnia e gruppo di lavoro, il grande rispetto del testo nella prosa e della musica nel teatro d’opera. La capacità di saper cogliere i punti salienti di una drammaturgia, il ritmo e il colore di uno spettacolo, quella volontà di non trasformare testi meravigliosi in intellettualismi fine a se stessi, avere un ‘idea precisa dello spettacolo, lasciando libertà alla creatività degli attori e da questo ricercare una sintesi tra quell’ idea e l’interpretazione degli attori. Mirabella ha diretto oltre cinquanta spettacoli di prosa (tra gli autori: Goldoni, Plauto, Aristofane, Brecht, Shakespeare, Pirandello, Ruzante, Manfridi, Benni, Feydeau, Sciascia,  De Filippo) in Italia, in Europa e negli Stati Uniti. Nella sua attività di regista d’opera lirica ha messo in scena gran parte del repertorio del Melodramma italiano: “Traviata”, “Tosca”, “Butterfly”, “L’Elisir d’amore”, “Il Barbiere di Siviglia“, “Don Pasquale”, “Manon Lescaut”, “Lucia di Lammermoor”, “Cavalleria rusticana”, “Rigoletto”, “L’Italiana in Algeri”.
 
                                                                                                  
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro classico e Contemporaneo Sez. Miglior Attrice
Per lo spettacolo “ La Locandiera” di C. Goldoni regia di Paolo Valerio e Francesco Niccolini
A
AMANDA SANDRELLI
Motivazione:
“ Goldoni dice: ” Fra tutte le Commedie da me sinora composte, starei per dire esser questa la più morale, la più utile, la più istruttiva. Sembrerà ciò essere un paradosso a chi vorrà fermarsi a considerare il carattere della Locandiera, e dirà anzi non aver io dipinto altrove una donna più lusinghiera, più pericolosa di questa ”. Amanda Sandrelli è esattamente la figura tratteggiata da Goldoni e un esempio di civiltà e finezza d’ingegno, è una donna che è cresciuta a contatto coi forestieri, ma mantiene intatta la naturale rudezza provinciale, vestita di belle e sciolte parole. Tiene a bada quattro uomini contemporaneamente e a tutti e quattro si rivela diversa, perché il suo desiderio intimo è piacere, ma anche perché, piacendo, la cassa si rimpingua. La civetteria di Mirandolina non è frivolezza, è calcolo. La Sandrelli raccoglie la lezione della splendida Valeria Moriconi nella produzione dello Stabile di Torino del 1972 accanto a Paolo Graziosi e ne fa tesoro, Valerio e Niccolini quella registica di Enriquez, lo spettacolo è vibrante pieno di ritmo, colori e rispetto drammaturgico, Enriquez fu uno dei primi a capire il vero messaggio di Goldoni, ci fa piacere constatare l’attualità e la lungimiranza del grande regista Toscano ».
 
 
                                                                                                  
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro classico e Contemporaneo Sez. Miglior Attore
Per lo spettacolo “ La scuola delle mogli” di Molière regia di Arturo Cirillo
A
ARTURO CIRILLO
Motivazione:
“La scuola delle mogli, regia e magistrale interpretazione di Arturo Cirillo che con la sua consueta finezza e intelligenza firma il suo terzo Molière, calando il testo in un’atmosfera farsesca in cui però ben si intravede il fondo gelido, sostanzialmente amaro della vicenda. Nell’approccio del regista-attore napoletano la vicenda di Arnolfo, il protagonista che, ossessionato dal timore dell’infedeltà coniugale, alleva fin dall’infanzia una ragazzina, Agnese, tenendola segregata e immersa nell’ignoranza più totale nella speranza di farne una futura moglie virtuosa, viene spinta verso un clima da pantomima surreale e addirittura da autentico balletto. Lo spettacolo funziona come un piccolo meccanismo perfetto anche grazie all’esuberante prova di tutti gli attori. Cirillo tratteggia un Arnolfo dalle molte sfumature, un orco truce e disperato, condannato a sprofondare nella propria solitudine”.
 
 
 
 
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Festival e Rassegne di impegno sociale e civile Sez. Direzione Artistica
A
VELIA PAPA
Motivazione:
Per l’affermazione e la rinascita, in ambito nazionale e internazionale, di un festival che ha anticipato i tempi e proposto negli anni nuovi modi di concepire l’Arte e la Comunicazione, per le scelte culturali di alto profilo civile per le coinvolgenti proposte di teatro, danza, performance, musica, un grazie a Velia Papa, curatore artistico del nuovo INTEATRO Festival, direttore di  Marche Teatro e anima del festival fin dalla sua nascita nel 1977, in compagnia del suo ideatore il compianto regista Roberto Cimetta. INTEATRO Festival è la punta di diamante dell’attività estiva di Marche Teatro, nel corso dei suoi 42 anni, sono stati ospitati più di 8.000 artisti provenienti da tutti i paesi del mondo, tra questi personaggi spiccano i nomi di: Jan Fabre (Belgio), Mike Figgis (Inghilterra), Édouard Lock(Canada), William Kentridge (South Africa), Alain Platel (Francia), Wim Vandekeybus (Belgio), Josef Nadj (Francia/Ungheria), Giorgio Barberio Corsetti, Mario Martone, Mauricio Celedon (Cile), Caden Manson (USA), Marco Paolini, Ascanio Celestini, Socìetas Raffaello Sanzio, Benjamin Verdonck (Belgio)”.
 
 
 
 
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Teatro, Cinema e Tv Sez. Miglior Attrice
A
MAURIZIO MATTIOLI
Motivazione:
 Maurizio Mattioli, una lunga carriera di attore, doppiatore e comico, un impegno costante nel cinema e nella tv, conquistando il pubblico di tutte le età. Dall’esordio nel ‘73 ad oggi ha partecipato a novanta pellicole cinematografiche – “Napoli spara”, “Vacanze di Natale”, “Immaturi”, “Viva l’Italia”… solo per citarne alcune – e a circa cinquanta tra film e serie per la tv tra cui “I ragazzi del muretto”, “Un ciclone in famiglia”, “I Cesaroni”.  Un grande talento che ci riporta alla memoria la romanità di grandi interpreti del dopo guerra, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Gigi Proietti, Carlo Verdone, una romanità che diviene un segno di riconoscibilità, di autenticità e naturale comicità, insita nel linguaggio espressivo romanesco, dote che egli esalta anche sulla ribalta teatrale: nei panni del boia mastro Titta nel memorabile “Rugantino” per la regìa di Enrico Brignano, o nella commedia musicale di Gigi Magni “ I figli della lupa” accanto alla grande Valeria Moriconi , regia di Pietro Garinei e musiche di Nicola Piovani, vogliamo anche ricordare il suo omaggio ad Aldo Fabrizi “E qua so’ io” scritto e diretto da Giuseppe Manfridi. Oggi il suo nuovo spettacolo “ Ecchime qua”, esilarante, ipnotico, rappresenta un ritorno alle origini tra battute, gag, monologhi e canzoni”.
 
 
 
 
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Musica Classica e Contemporanea Sez. Grandi Direttori d’Orchestra
A
RICCARDO MUTI
Motivazione:
“ Nel quarantesimo della morte del grande regista Franco Enriquez, vogliamo ricordare un artista che con lui collaborò ed è oggi uno dei più grandi direttori d’orchestra che tutto il mondo ci invidia. Al Maestro Riccardo Muti per aver comunicato musica ai livelli più alti, spaziando dal repertorio sinfonico a quello operistico classico al Novecento, ed averne esaltato, sempre, il grande valore civile. Vogliamo ricordare il suo impegno sociale e civile che gli va riconosciuto per i concerti organizzati nel 2005 nell’ambito del  progetto, ” Le vie dell’Amicizia” nell’ambito di Ravenna Festival,  e il grande lavoro svolto proprio per la crescita del progetto Ravenna Festival. Al maestro che ha messo e che mette a disposizione dei giovani direttori d’orchestra e cantanti di tutto il mondo, tutto il suo grande bagaglio di esperienza, volto alla crescita di una nuova generazione di musicisti e artisti che amano la musica perchè capace di una forza comunicatrice senza limiti e confini attraverso il  Riccardo Muti Italian Opera Academy ”.
 
 
 
 
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020  CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Musica Pop e Canzone d’Autore Sez. Miglior Autore e Interprete
A
ALBERTO BERTOLI
Motivazione:
Alberto Bertoli, figlio d’arte che ha raccolto un testimone pesante ma che ha saputo far sua la lezione del cuore e dell’impegno vero marchio di fabbrica di Pierangelo. Nell’album “ Stelle” ci sono dieci inediti e due cover ricchi di pathos, il tema dell’amore e della vita visti attraverso un percorso introspettico e profondo che fanno di Alberto Bertoli un cantautore raffinato e attento alle tematiche dell’anima. Vogliamo ricordare anche la pubblicazione del volume “ Come un  uomo”, il viaggio di un musicista che attraverso le tappe dei suoi concerti e l’incontro con il suo pubblico ripercorre momenti importanti della sua vita.”
 
 
 
 
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Musica Jazz e contaminazioni Sez. Grandi Interpreti
A
DANILO REA
Motivazione:
“ Danilo Rea è il musicista che più di chiunque altro si è immerso e contagiato con tutte le forme musicali possibili, umile e straordinario, curioso e unico, profondo e mai scontato, un vanto per tutta la musica italiana. Una storia di collaborazioni lunghissima e prestigiosa, contaminazioni con varie forme espressive, non ultima il teatro, musica e parola, un percorso senza confini per un musicista che esprime sulla tastiera del pianoforte, atmosfere e incastri sonori figli di una improvvisazione inarrivabile e sublime .”
 
 
                                                                                                    
 
 
 
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PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Movimenti e Associazioni Culturali   Sez. Arti Visive Pittura e Scultura
A
RiArtEco
Motivazione:
 RiArtEco: un movimento che organizza in collaborazione con altre associazioni, una mostra collettiva internazionale, alla quale possono partecipare tutti gli artisti  che vogliono esprimere un messaggio forte, concreto e allo stesso tempo visionario per una società consapevole e matura che abbia come obbiettivo quello della sostenibilità. Attraverso il recupero di materiali di scarto restituire tutto il significato del prima e del dopo, dell’uso e abuso, del consumo e del rifiuto, mettere al primo posto la consapevolezza che tutto ciò che usiamo e di cui abusiamo contiene dentro di se una seconda vita, plasmati e ricodificati da mani sapienti, i materiali di scarto, assumono un significato nobile e artistico, la loro seconda vita apparentemente inerte diviene opera d’arte, capace di colpire l’occhio e il cuore dell’osservatore, suscitando profonde emozioni, ma al di la dell’aspetto estetico, il fine nobile è il richiamo ad un  impegno etico, sociale e civile  ”.
 
 
 
 
 
 
 
CENTRO STUDI FRANCO ENRIQUEZ
PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ 30 Agosto 2020 CITTA’ DI SIROLO 
Per una comunicazione ed un’arte di impegno sociale e civile
XVI^ edizione
CAT. Editoria di impegno sociale e civile   Sez. Editoria per il Teatro e la letteratura
A
STEM MUCCHI EDITORE
Motivazione:
Una storia antica di editoria al servizio dell’università e della cultura. Un impegno costante alla ricerca di nuovi orizzonti al servizio di un lettore attento ed esigente, con un occhio rivolto alle nuove metodologie comunicative, senza abbandonare l’editoria tradizionale, con la coscienza critica di chi conosce l’importanza di una buona pubblicazione. Una nuova apertura verso il teatro contemporaneo con la pubblicazione del Teatro di Davide Bulgarelli ne sottolinea la voglia di rinnovamento.”
 
 
 
 
 
 
 
                           
 

PREMIO NAZIONALE FRANCO ENRIQUEZ CITTA' DI SIROLO

XVI^ edizione

Il Centro Studi Franco Enriquez, da alcuni anni dedica la sua attenzione ai personaggi e agli avvenimenti che nella stagione, in modo particolare, si mettono in rilievo, unendo alle qualità artistiche l’impegno civile, che è stata una specifica connotazione del regista al cui nome sono intitolati i premi e di cui quest'anno ricorre il quarantennale dalla scomparsa. Quest'anno più che mai, a causa della pandemia che ci ha colpito e che sta condizionando la nostra vita, il teatro, il cinema, la letteratura, hanno un ruolo di primaria importanza nell' esplorare i terreni dell’esistenziale, della condizione umana, rispetto alla contingenza dell’oggi, ai temi civili. Questa è forse, anche storicamente, la vocazione più autentica di queste arti, il pericolo tuttavia è di divenire autoreferenziali, di chiudersi in una loro turris eburnea. Ma questi non sono tempi in cui possiamo permetterci questo rischio. La classe politica sta abdicando a quelli che dovrebbero essere i suoi compiti istituzionali sanciti dalla Costituzione che si vorrebbe da alcune parti sgretolare, impaniata com’è in mille discordie interne, affannata a rincorrere interessi particolari, sembra aver perso di vista il bene comune, i valori etici e civili che dopo l’eclissi del ventennio, sostennero la rinascita del paese be che saranno il centro di una rinascita. Sono passate oramai due generazioni, se non tre, e corriamo il rischio di dimenticarcene, e di considerare certe conquiste democratiche obsolete o scontate. Il diritto al lavoro( possibilmente non precario e non rischioso per la propria vita): l’amore per la terra, il paesaggio e l’ambiente che ci ospita; il senso del limite; il valore del coraggio e il rispetto delle regole; l’apertura alla conoscenza e all’incontro di culture e credenze diverse; la Costituzione della Repubblica; gli esempi di buon governo….. Sempre più spesso però sorgono iniziative che suppliscono alla colpevole inerzia, o distrazione, di quella classe politica. E ne sono state protagoniste molte delle forme d’arte sopra citate ma di più fra tutte il teatro, libero da vincoli ( il foll shakespeariano può permettersi di dire verità scomode, politicamente scorrette) e il teatro ha assunto qualche volta anche questa funzione di supplenza civile, un engagement che lo ricolloca nel quotidiano, nella cronaca, nella politica, intesa nel suo significato più alto. E questo è un segno consolante della sua vitalità, e una prova di quanto sia necessario. Queste riflessioni sono state il punto di partenza per la scelta da parte della giuria: fondamentali sono state le decisioni e i comportamenti di civiltà di molti artisti. Quelli che quest’anno saranno premiati sono l’avanguardia esemplificativa di una folta schiera, linfa per fortuna inesauribile di un mondo fatto da persone profonde e interiormente ricche di grandi valori. Un grazie al Presidente del Consiglio per il suo sostegno e la concessione del Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al Presidente della Regione Marche, all’Assessore al Turismo e Cultura della Regione Marche, al Parco del Conero e al Sig. Sindaco del Comune di Sirolo Dott. Filippo Moschella e all'Assessore alla Cultura Dott.ssa Barbara Serrani e a tutta la Giunta Comunale per il loro appoggio e collaborazione, in questo anno così difficile una scelta coraggiosa a sostegno della cultura per una nuova ripartenza che eleva Sirolo alla ribalta nazionale.

Il Presidente

Del Centro Studi Franco Enriquez

M° Paolo Larici

 


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